giovedì 18 dicembre 2014

BORGO RIVALE

          
Severino Fossati

          Questo borgo oggi non esiste più: si trovava in via Cecchi, all’incrocio con l’attuale via Finocchiaro Aprile.
Insediamento antico su pianta attuale
Il Borgo prendeva il nome dalla sua posizione presso la riva del Bisagno, come d’altra parte la via omonima che correva presso gli argini del ‘500; oggi via Rivale è limitata a Borgo Pila, ma in origine iniziava praticamente dal mare. Dalla veduta del Grassi (1481) non si riesce a capire se allora esisteva o meno, perché si vedono case isolate una delle quali, forse casualmente, può rappresentare un insediamento primitivo. Solo con la presenza del Lazzaretto è facilmente identificabile nelle vedute successive: infatti il Borgo si trovava presso l’angolo di nord-ovest della cinta. Nella rappresentazione del Baratta (1637) infatti, è costituito da due abitazioni. Si trattava comunque di un piccolo gruppo di case che sono ben visibili nella incisione disegnata dal Torricelli nel 1782.
Torricelli 1782


Nella mappa catastale del 1808

compare  un  canale che parte dal presunto mulino, chiamato Canal de Rivale, e che giunge presso le case del piccolo borgo; probabilmente si tratta di un toponimo relativo ad una fase precedente, ma che è rimasto anche quando l’acqua o è stata deviata in tubazioni o il mulino ha cessato di funzionare  e quindi il corso d’acqua è diventato una stradina. Infatti, circa all’altezza della metà, parte una strada che si collega con un’altra posta più a monte. Comunque la presenza dei lavatoi nella via della Cappelletta, nonostante la vicinanza del Bisagno, richiedeva la presenza di acqua corrente e ciò avvalora l’idea che il canale fosse stato messo in tubazioni.
Nel 1799, nella zona di Rivale, esiste un  oratorio dedicato a Nostra Signora del Divino Amore. C’è da notare però, che già nel documento relativo alla sistemazione dell’Acqualonga del 1630 (vedi Appendice), si dice che il canale dei mulini attraversa il muro di cinta di ponente tra  due chiese, di cui una è quella del Lazzaretto e l’altra presumibilmente è quella dell’oratorio in questione. Inoltre, nella rappresentazione del Torricelli vi è una costruzione che può essere una chiesetta. Ancora negli anni ’50 del Novecento, lungo i resti del muro di cinta del lazzaretto, ove erano i lavatoi, la via si chiamava della Cappelletta. Non si hanno altre notizie dell’Oratorio, probabilmente nel periodo francese, fu chiuso come accadde a molti altri, ma forse riaprì dopo la Restaurazione del 1815. Comunque il Borgo per quanto riguarda la giurisdizione della Chiesa, dipendeva, come il Borgo della Foce, dalla parrocchia dei SS. Nazario e Celso fino al 1797, e poi, per pochi anni, dalla parrocchia di san Pietro e quindi, fino alla sua distruzione, dalla parrocchia dei SS. Pietro e Bernardo.  
Dalla cartografia che inizia con l’800, appaiono due piccole abitazione ed una grande che verranno abbattute solo con la scomparsa del Borgo.
                          Durante la presenza dei galeotti nei locali del lazzaretto, nel 1865 uscì il progetto  
Progetto Argenti del 1865
    Argenti di una via che doveva collegare il cantiere con la nuova via Minerva: la nuova via, che fu chiamata della Libertà probabilmente perché costruita dai galeotti, determinerà in seguito l’orientamento delle altre vie e delle perpendicolari nel progetto urbanistico della piana. Fu costruita a livello della piana stessa, risultando in leggera discesa verso il mare. Alla fine della via, all’incrocio con via Ruspoli, vi è forse il punto più basso di tutte le sedi stradali della Foce, dove è più facile il formarsi di allagamenti  in caso di alluvioni.

Nel progetto, la strada terminava simmetricamente con due piazze, ma solo quella a monte fu realizzata, piazza Paolo da Novi. Gli edifici previsti furono quasi tutti costruiti prima della fine del secolo.
     Con il Piano Regolatore del 1874,
il Borgo veniva conservato: nel piano si vede che era già costruito un palazzo dell’attuale via Finocchiaro Aprile, all’angolo con via Maddaloni e che erano state aggiunte nuove costruzione al vecchio Borgo, una piccola casa su via Rivale e un palazzo di cinque piani, con due ingressi che chiudeva la piazza del Popolo allora in formazione (il casone) che prendeva lo spazio oggi occupato dalle vie Cecchi e Ruspoli. Infatti iniziava presso la cinta del cantiere, da cui era separato dalla via della Cappelletta ed arrivava alle costruzioni dell’attuale via Ruspoli, lasciando uno stretto passaggio. Dal P.R. si vede che molte abitazioni di via della Libertà
Il casone
sono già state costruite. Le nuove abitazioni compreso il casone erano  di tipo molto popolare e certamente alcune furono utilizzate dai lavoratori del cantiere  la cui attività si sviluppò dopo che l’area era diventata di proprietà municipale. In queste vie si svilupparono anche le cosiddette attività indotte del cantiere, specialmente osterie o trattorie: infatti ancora in tempi recenti era abbastanza elevato il numero di questi esercizi nelle vie della Libertà e di via Finocchiaro Aprile. Ai primi del ’900 la piazza del Popolo era attraversata dalla strada che proveniva dalla Foce e ripresentava chiusa a levante da costruzioni di sei piani come si vede nella fotografia. In essa è visibile il primo palazzo di via Casaregis (parte alberata) di ponente, il primo di via della Libertà, angolo di levante con via Ruspoli, mentre è in costruzione il civico 35 di corso Torino.
      Dopo la prima Guerra Mondiale, riprese l’opera di trasformazione e soprattutto di edificazione della zona: tra il 1928 ed il 1933 fu parzialmente coperto il Bisagno (fig. 6). Il completamento avvenne nel 1935.
     
Piano del '35
Nel 1932 il Comune pubblicò il piano regolatore relativo alla costruzione di via Ruspoli e di via Cecchi al posto della piazza del Popolo e dell’edificazione dell’area del Cantiere. Ne nacque il progetto Daneri che fu completato solo negli anni Settanta, a causa della seconda Guerra Mondiale.
Dalla situazione illustrata dal progetto Argenti del 1865 e quella del 1935, si osserva che nella ex via Rivale, via Finochiaro Aprile, lato verso il Bisagno, non è cambiata molto: si trattava di magazzini e piccole officine. Ma negli anni che precedono il conflitto, inizia la demolizione di questi insediamenti, specie nella parte più a nord;  agli inizi della guerra la situazione si congelò (fig. 7). Alla fine della guerra, quindi, il vecchio borgo era ancora lo stesso, ma con il completamento del piano Daneri, il Borgo Rivale fu cancellato. Tutta l’area circostante  divenne parrocchia della nuova chiesa di S.Maria dei Servi, costruita in via Cecchi, e consacrata nel 1972, dopo che la vecchia chiesa, situata in via dei Servi, venne distrutta dai bombardamenti.




     


APPENDICE:

E prima circa il decorso dell'aqua chiam.a l'aqua longa quale corre al 
mezzo il lazzaretto, e va a sbocare verso il bisagno fuori di detto 
lazaretto farà tal fabrica e la riddurrà a segno tale che detta aqua 
corrirà in modo che non causarà fetore nè mal aria come pare che facci 
al pnte et darà al luogo osia letto in quale d.a aqua corre declivo 
tale che possa dal molino sin al sbocco in bisagno correre senza 
impedim.to veruno et perciò alzarà et impirà in quelli luoghi e parte 
dove sarà di bisogno; l'astrigarà dal detto molino fino al principio 
del lazzaretto di pietre a risolo e dal detto principio del lazzaretto 
sino al sbocco della detta aqua in bisagno l'astricarà di chiapasoli 
in modo che habbi detta aqua libero e spedito il suo corso e finalm.te 
perché detta aqua corra come sopra si obliga di fare tutti quelli 
lavori che fussero di bisogno e di più una cataratta finita di tutto 
ponto in q.la parte dove si stimarà più a proposito e sopra detta aqua 
longa nel sito fra le due chiese del lazzaretto farà un volto con 
sopra l'astrico di chiapassoli finito di tutto ponto. E perché le 
stanze che sono da basso al piano sono humide farà tutto quello che 
remediarle le sarà comandato.

 
Panorama all'inizio della Seconda Guerra Mondiale

domenica 14 dicembre 2014

EPISODI DI VITA ALLA FOCE


Giorgio Olivari
                                                                                                                      


Sono  trascritte qui  alcune curiosità tratte dai documenti del Comune di Foce:
- Atti del Consiglio Comunale 1806 -1813
- Atti del Consiglio Comunale 1866 -1874
- Atti della Giunta 1873
- Rapporti alla Polizia dal 1818- 1863

Questi documenti si trovano presso l'Archivio Storico del Comune di Genova (Palazzo Ducale), dove sono stati depositati dopo l'annessione a Genova del Comune di Foce il 10 Novembre 1873



INDICE

1 - Le donne

2 - L'ordine pubblico

3 - Uscieri, maestri e bibliotecari

4 - Pescatori o contrabbandieri?

5 - Triste fine





1 - Le donne


Belle tipe, le nostre bisnonne!, Bevono dalle botti altrui, bestemmiano davanti alla Chiesa, fanno il bagno senza mutande... ma a volte  fratelli e mariti le picchiano...

Impero Francese                                                                                29 Agosto 1807
Il Maire del Commune della Foce
Proclama sopra il sbarco del vino fatto dalle donne di questo Commune.
In vista dei molti disordini che di sovente accadono fra le donne che tirrano le Botti di vino dal Mare a questa spiaggia, nel dividere il guadagno delle loro Fatiche. Sovvenendo a quelle attribuzioni, che come deputati alla Polizia ci competono, siamo venuti in deliberazione di publicare il presente proclama:
Resta proibito a tutti li Padroni dei Bastimenti che sbarcano in questa spiaggia il dare anticipatamente Denaro a quelle Donne che Tirrano le botti di vino in terra meno che a quelle da noi assegnate e ciò sotto pena di 5 Fr.chi applicabili alla Chiesa di questo Comune.
Sarrà fatta un'Urna dove sarranno posti li nomi di tutte quelle donne che vorranno travagliare nel sud.to lavoro dalla quale ne sarrà estratto un N.o sufficiente di ogni classe per ogni sbarco, e questo per turno.
Non sarrà lecito ad alcuna delle sud.te Donne il rottollare le Botti di vino nelli Magazeni destinati se prima non averranno tirata tutta la partita delle sud.te Botti sulla spiaggia; se qualcheduna delle medesime non volesse terminare il suo Lavoro di tirrare a terra d.te Botti, ma volesse solamente rottolare le medesime, a questa si sarrà sospeso e trattenuto il pagamento del travaglio fatto nello sbarco e sarrà diviso fra l'altre.
Se alcune di queste facessero Parole, Minaccie, Rissie nel suo Lavoro, o dopo il medesimo per il Lavoro fatto, questo oltre la sospensione del Travaglio le sarrà sospeso il pagamento e per la seconda volta avrà due giorni di arresto.
Se alcuna di queste ardisse alzare qualche Tappo per bere, oppure bevesse del vino di quelle Botti che tirrano a Terra, o rottolassero in Magazene questa avvrà la pena di 7 Franchi oppure ore 24 di arresto per la prima volta e alla 2.da sarrà cancellata o sia levata dall'Urna.

                                              


                                                                                  14 Agosto 1806
Proclama
Resta proibito a tutte le donne il star sedute a conversare presso le Mura della Chiesa  di questa Comune spezialmente nelle ore  in cui la sud.ta Chiesa è aperta  nella quale si celebrano li divini  uffizij, e  ciò in grazia  dello scandalo  che  rendono  le medessime  con  le  loro  Grida, Bestemie, e  risse,  Siccome pure  il  Bestemmiare  anche nelle  pubbliche  strade  il  nome Santo del Sig.re sotto pena a contraventori del pres.te di Fr. 5 da aplicarsi questi a' poveri di questo Comune.

                                              


                                                                                                                     


Il Maire del Comune della Foce.

Considerando il scandalo che cagionnano li cittadini che dell'uno e l'altro Sesso vengono a prendere li Bagni in questa spiaggia, senza esser coperti con le solite Mutande onde per ovviare al medesimo, delibera quanto segue:
Tutte quelle persone che verranno a bagnarsi in questa spiaggia principiando dal sbocco del Fiume del Bisagno fino alla punta della scaletta sotto l'ex Monastero di S.Bernardo non potranno bagnarsi se non con le mutande per gli uomini e per le donne dovranno avere una Tonaca ossia Camicia in maniera che restino coperte, specialmente dalla 3 ore di mattino sino le 9 della sera.
Gli contraventori del presente ordine sarranno puniti della somma pecuniaria di Fr. 5 in 10 per la prima volta, aplicando questi cioè 1/3 alli Preposti ossia Giandarmi 2/3 alla Mairie. Per li recidivi giorni 3 di arresto.
Foce, li 9 Giugno 1806





Il Maire del Comune della Foce
In seguito al Proclama fatto li 9 del corr.te mese riguardo a quelle Persone, sì dell'uno che dell'altro sesso che vengono a prendere li Bagni in questa spiaggia, e conformandolo con il precedente in suo particolare contenuto con l'aprovazione del Comiss.o Generale di Polizia di questo Dipartimento, si delibera novamente quanto segue:
1.Non si potranno bagnare, nel medesimo luogho, e nel istesso tempo uomini e donne uniti insieme.
2.Per le donne vi è destinato il posto in suddetta spiaggia al di la della casetta della Guardia di sanità, posta sotto l'ex Monastero di S.Bernardo sempre perrò coperte con le solite mutande e tonnaca o sia camicia.
3.Non è permesso alle medesime il bagnarsi a tutte l'ore del giorno se non che dalla mattina sino a mezzo Giorno e non altrimenti.
4.Gli uomini si potranno bagnare a tutte le ore del giorno in detta spiaggia, mediante non passino il punto del luogho destinato per le donne, a quell'ora particolarmente che se ne ritrovassero nell'acqua, dovendo perrò gli medesimi avere le mutande, come si è accennato nel Proclama anteced.te.
5.Gli contraventori del presente caderranno nella pena pecuniaria di  Fr. 5 in 10, da dividersi 1/3 alli Preposti, e 2/3 alla Mairie, e questo per la prima volta, e per li recidivi a Giorni 3 di Arr.ti ...
                                                                                        Li 17 Giu.o 1806                         


                                                                                                                     

2 -  Ordine pubblico

Il  Sindaco assicura che tutto è tranquillo alla Foce, ma ogni tanto qualcosa succede...


n.1     1 Aprile 1818

Il Sindaco del Comune della Foce
All'Ill.mo Sig. Rubini Inspettore di Polizia       -      Genova
Non essendomi ancora state consegnate dal mio antecessore tutte le carte riguardanti  il Sindacato io ignoravo l'articolo 24 delle Regie Patenti di Stabilimento del Ministero di Polizia in data 13 Ottobre 1816, da V.S.Ill.ma citato nella sua del 4 corrente al sig. Sindaco del Mandamento di S.Martino d'Albaro, e che rilevo or soltanto dalla circolare indirizzata dal medesimo a' Sindaci del Mandamento suddetto. Mi fo perciò un dovere di far conoscere a V.S. Ill.ma che nel Comune della Foce, abbenché composto la maggior parte di persone nullatenenti, pure non vi hanno oziosi, vagabondi, o sospetti di furti, essendo i miei amministrati quasi tutti adetti alla Marina Mercantile, o alla pesca. Nemmeno vi esiste alcuna persona soggetta a particolar sorveglianza.
Gradisca V.S.Ill.ma etc.




Il Sindaco ecc.
 All'ill.mo Sig.r Ispettore di Polizia                           Genova
Esiste nel Comune, che ho l'onore di amministrare, il nominato Gio Batta Bozzano, che bene spesso si fa lecito di turbare la pubblica tranquillità battendo fuor di modo una sua sorella moglie di Giuseppe Borletto, nella cui casa egli abita per carità.
Invano io l'ho fatto chiamare varie volte, rappresentandole, che continuando così io sarei stato costretto a tramandarlo alla autorità superiori, e minacciandolo di farlo imprigionare. Tutto fu inutile, mentre continua egli al suo solito, ed anche nei giorni scorsi battè la suddetta Borletto, che venne da me insanguinata, onde farmi vedere le marche delle battiture.
Io non posso perciò a meno di parteciparlo a V.S.Ill.ma, pregandolo a farmi conoscere le misure, che prendersi devono contro questo individuo, unico nel mio comune che disturbi la tranquillità degli abitanti, per ovviare altresì gl'inconvenienti, che potrebbero nascere fra il suddetto Bozzano, ed il Borletto marito della sorella, il quale è ritornato pochi giorni fa da Costantinopoli, e che non trattenni nei scorsi giorni, che con buone parole, e promessa di far castigare il Bozzano.
Gradisca ora ecc.
C.Ricca Boccardi.






18 Luglio 1818

Il sindaco etc.
All'ill.mo sig Rubini Inspettore di Polizia     Genova

Ieri al dopo pranzo fui avvertito, che in un ramo del fiume Bisagno, che scorre sotto il Muro dell'Orto, detto lo Sperone, di spettanza del sig. Da Passano, vi si ritrovava un bambino annegato. Mi portai sul luogo, ove ritrovai il Maresciallo d'Aloggio della R. Giandarmeria, con due soldati, che era stato di ciò prevenuto.
Si fece avvertire un Chirurgo, il quale visitò il Cadavere, che si ritrovò essere di un bambino di circa tre giorni. Si estese di tutto in mia presenza dal Maresciallo d'Aloggio suddetto un Processo Verbale, che sarà questa mattina mandato dal medesimo a V.S.Ill.ma.
Intanto io mi fo un dovere di prevenirla dell'occorso, aggiungendole, che di mio ordine il suddetto Cadavere è stato inumato fin d'jer sera nella Chiesa Parocchiale dei SS.mi Pietro, e Bernardo della Foce.






3 - Uscieri, maestri e bibliotecari


Fulminea carriera di un usciere

Processo Verbale sopra l'ellezione dell'Usciere di questa Mairie.
Oggi 13 del mese di Marzo 1807, il Sig.r Maire di questo Commune essendosi finora valso della persona di Giuseppe Montobbio provvisoriamente per Usciere in questa Mairie del Commune della Foce per mezzo del p.nte processo verbale delibera definitivamente, e nomina ed approva il sud.o Giuseppe Montobbio Usciere d. sunominata Mairie col onnorrario di Franchi 50 Annui come da Budget del cor.te anno approvato dal sig.r Prefetto di questo dipartimento con condizione che debba servire fedelmente in tutto quello che dal sud.o Sig.r Maire e Aggiunto e Segret.o le verrà comandato, toccante all'Offizio della Mairie, da principiare ad entrare in servizio ed in onnorrario il g.no 15 del corr.e Mese perché possa etc.



Processo verbale sopra le dimissioni di Gius.e Montobbio Usciere.
Oggi 14 del mese di Aprile 1807 il Sig.r Maire di questo Commune ritrovato in delitto Giuseppe Montobbio Usciere in questa Mairie di questo Commune, per averlo mandato a esigere la somma di Fr. 3  da Nicolò Ballino, le quali trattenutesi, con dire di non averle esatte, e non lasciatosi più vedere a darsene discolpa alcuna, il prelodato Sig.r Maire ha stimato bene per mezzo del presente Processo, dimetterlo dalla sua carica ossia servizio tanto più che non eseguiva i suoi doveri conforme gli ordini avuti nella sua amissione.



                                                                                                                     
Svariati incarichi del Maestro Comunale: insegnante, addetto al censimento, bibliotecario.. e se non basta lo stipendio, si cerchi un secondo lavoro!

Consiglio Municipale, 1872
...Dopo d'esso si dà lettura dal sig.r Segretario della lettera del sig Balbi Gius.e Maestro della Scuola Maschile di questo Comune in data 20 7.bre scorso, con le quali rinuncia all'esercizio della scuola suddetta, il sig,r Sindaco, esponeva che era urgente di provvedere per la nomina di un nuovo maestro affinchè potesse aver luogo l'apertura di detta scuola a seconda del prescritto dai Reg.ti il giorno 15 del p.v. 8.bre. Che attualmente non vi sarebbero altri concorrenti alla medesima che il sig. Ardigo Luigi del quale si avrebbero ottenute favorevole informazioni, perciò proponeva che venisse intanto nominato a detto ufficio di maestro per l'anno scolastico prossimo....




                            La Giunta Municipale
Vista la circolare dell'Ill.mo sig. Prefetto del 19 Agosto 1871 n.80
                                        Delibera
La nomenclatura delle vie, piazze e casali nelle seguenti denominazioni:
(segue elenco toponomastico del Comune)
ed incarica il sig. Luigi Ardigo Maestro Comunale a fare tutti quelli lavori prescritti dalla suddetta legge pel censimento generale di questa popolazione.
Del che si fa constare per il presente che viene firmato come segue
Il Sindaco                                L'Assessore
Giuseppe Monetti                    Stefano Rissotto        G.B.Noziglia  Seg.rio





Riunione del Consiglio Comunale - tornata di Primavera
14 Maggio 1873

Visto il ricorso del sig. Luigi Ardigo Maestro Comunale tendente ad ottenere un aumento di stipendio, avuto riguardo alle scarse risorse di questa Amministrazione Comunale, la quale in questo momemto deve limitare per quanto è possibile le proprie passività, dolente di non poter far paghi i desideri del Sig. Ardigo; e considerando d'altronde che l'assegno di cui fruisce il Sunominato certamente non è tanto e non proporzionato alle esigenze della giornata. Desiderando tuttavia di arrivare ai mezzi mercé i quali, salvando l'economia delle Finanze del Comune, il ricorrente possa tuttavia in qualche modo conseguire un vantaggio; il Consiglio Comunale ad unanimità di voti delibera che sia modificato l'orario della Scuola in senso che il Maestro possa aver tempo disponibile per lucrarsi in altro modo quel di più cui aspira; senza che però ne vengano a soffrire gli interessi degli Amministrati, e semprechè non venga derogato da quanto è prescritto superiormente in ordine al minimum  dell'orario della scuola, con riserva di prendere poi i relativi concerti.



                                                                                                                     
Il 27 Giugno 1873 nasce la Biblioteca, 126 anni prima della Biblioteca Servitana e tre mesi prima che fosse sciolto il Comune.

Vista la circolare dell'Ill.mo Signor  Prefetto in data 28 Gennajo p.p. n.145, la giunta municipale delibera di istituire in questo Comune una Bibblioteca Popolare e stabilisce a quest' uopo la somma di lire cento onde poter far luogo alle prime spese di impianto e contemporaneamente nomina a Bibbliotecario il sig Ardigo Luigi Maestro Comunale

    il Sindaco                           1 'Assessore                           Il Segretario Municipale
Giuseppe Volpe                  Oberti Giuseppe                                 Noziglia




4 - Pescatori o contrabbandieri?

Qui non si parla di contrabbando, ma il divieto di andare per mare di notte non può che riferirsi a questo. E non è verosimile che dei pescatori si addormentino in mare, con il rischio di finire sugli scogli. Notare che la supplica al Prefetto e il resoconto dell'arresto dei pescatori portano la stessa data.


                                                           IMPERO  FRANCESE

                   Al sig. Prefetto di Marina  Spezzia                                   li 10 Maggio 1810

                  Un ordine assai rigoroso emanato dall'Amministrazione di Marina a Genova e che dalli Preposti delle Dogane si eseguisce colla maggiore esatezza mi forza, Signore, a riclamare a Voi per ottenere la rivocazione, o almeno almeno qualche temperamento.
                   Si tratta dell'ordine che proibisce a Pescatori la pesca nella notte; ciò che pone questi miserabili all'ultima disperazione.
            Questa povera gente dopo un Inverno il più crittico per esse, in cui ha dovuto provare ogni genere di privazioni, attendeva  con ansietà  il ritorno  della  Primavera  tempo molto opportuno alla pesca; sperava di risarcirsi in questa da lunghi disagi sofferti; i preparativi che aveva fatto per mettersi a portata di eseguirla con qualche speranza di successo , avevano esaurito tutte le loro risorse.
   Dopo delle pene così grandi, ed al momento di vederle finire, quando il loro cuore si era aperto alle lusinghe di un più dolce avvenire, il colpo fatale che li priva di valersi delle proprie braccia li ha gettati nella più tetra disperazione.
               Questo, o Signore, è il quadro troppo invero ristretto dello stato de poveri pescatori abitanti in questa Commune. Essa è composta di 1300 circa abitanti di cui tre quarte parti almeno sono pescatori. Essi con la maggiore rassegnazione abassano  la fronte alli ordini superiori, quando  anche questi  li tolgano come nel caso presente la via di sussistere; ma non per questo disperano di farli rivocare, o di renderli meno gravosi.
               A voi dunque, o Signore, riclamano per mezzo mio, mille infelici, che vi dimandano di permetterle di guadagnarsi un pezzo di pane da nutrirsi colle loro famiglie.
                 Non dissimulo che la licenza assoluta, ed indipendente dello esercizio della pesca  e di giorno, e di notte  abbia prodotto, e possa produrre  nuovi sconcerti.   Sono però
sicuro che se i Sindici di Marina, ed i Prepposti dietro i vostri ordini vorranno concertarsi colle autorità locali, si toglierà ogni disordine.
            Da canto mio io mi presterò a tutto ciò che crederà necessario per combinare nello stesso tempo, la sicurezza del buon ordine, la via a miseri Pescatori di guadagnarsi un pane; son persuaso che i miei Colleghi ne faranno altrettanto nelle loro Communi.
                I sentimenti di umanità che in voi conosce tutto il Mondo mi fa sperare che inutile non sarà la mia preghiera. Gradite ecc.

                                                                                  Il Maire del Commune della Foce



     Impero Francese - Il Maire del Commune della Foce

Al Sig.r  Prefetto                                                                   li 10 Maggio 1810
Ho l'onore di trasmetterle qui annesso il Processo Verbale di Lorenzo Dassori, Antonio Dalorso, e Arcangelo Vignale, i quali essendo andati a pescare il giorno 28 Aprile ultimo, sono stati arrestati dal Batello della Dogana, et siccome non avevano le carte al Bordo, li hanno obligati di andare nel porto presso la Feluca della Dogana, et all'indimani per avere il suo Batello con li attrezzi da pesca hanno dovuto pagare F.12 per ognuno dopo di questo pagamento li hanno rilasciato il Batello assieme alli attrezzi suddetti. Gradite Signore ecc.

Processo verbale.
Al Sig.r    Prefetto                                                                 li 10 Maggio 1810
E' comparso Lorenzo Dassori padrone di Batello da Pesca domiciliato nella Commune della Foce assieme a Gio Batta Vignale fù Giuseppe sopranominato Bardi, i quali ci hanno esposto che li 20 Aprile scorso in Giorno di Sabato le persone del suo equipaggio essendo andate a pescare senza il detto Dassori, che era indisposto, verso il Porto di Genova, ed essendosi trovati da un'ora dopo mezzanotte sotto le mura di Genova a luogo detto il Coniglio, ed essendosi adormentati si videro risvegliare da un Batello della Dogana che era comandato da un certo Bondino così chiamato  dai  marinari,  questi  ci  dimandò  se avevamo  le carte  in regola,  e noi  li abbiamo risposto, che non le avevamo a cagione che eravamo usciti per ritornarsene fra poco tempo a terra, allora mise un uomo del suo equipaggio nel nostro Batello, e ci ordinò di andare nel porto di Genova; ciò avendo eseguito ci fece restare vicino la Filuca delle Dogane stazionata nel Porto sino alle ore otto circa della mattina; il detto Dassori circa quell'ora essendo stato avertito di questo fatto, ed essendosi trasportato al Ponte Reale al Burò della Dogana con le carte del Batello, ed avendole presentate al detto Bondino, questo li disse che bisognava sborsare lire 12 di Genova per avere in libertà il Gozzo con le reti, che lo detto Dassori non avendo questa somma, ed avendolo fatto presente al detto Bondino, ed a un altro Preposi che era in compagnia del detto Bondino, tutti e due li replicarono che a meno di pagare la somma esatta non potevano rilasciarli ne il Batello, ne le reti, che in conseguenza il detto Dassori si vide obligato di andare al mercato del Pesce a Genova a farsi imprestare la detta somma da uno di sua conoscenza, et che ritornato al Ponte Reale l'ha pagata al detto Bondino presente l'altro Preposi, e in seguito di questo il Preposi li consegnò un biglietto in virtù del quale fù rilasciato e il Batello, assieme alle reti.
 (seguono le deposizioni di Antonio Dalorso e Arcangelo Vignale che confermano quanto esposto sopra)

                                                         
5 - Triste fine

Provincia di Genova                                                              Circondario di Genova

                                               COMUNE DI FOCE

                 Deliberazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria
       OGGETTO
       Protesta contro l'aggregazione di questo Comune alla Città di Genova

L'anno mille ottocento settantatre ed alli ventisei del mese di Marzo nel Comune di Foce e nella solita sala delle adunanze.
Si è radunato d'ordine della Giunta Municipale di questo luogo il Consiglio Comunale di detta Comunità previo avviso recato in iscritto a caduno dei signori consiglieri dall'Usciere Comunale.  Conforme alla relazione fattane dal medesimo alla presenza del suddetto Consiglio a cui sono intervenuti li Signori
Volpe Giuseppe Sindaco
Porta Vittorio, Oberti Giuseppe, Rissotto Stefano, Dassori Benedetto, Sanguineti Luca, Cravero Enrico, Sanguineti Carlo, Casarino Marcello, Sanguineti Andrea, e Oneto Domenico

 (il Consiglio contropropone di costituire un nuovo grande Comune accorpando  Foce, S.Fruttuoso , Marassi  e Albaro)

... L'aggregazione a Genova è invece il più dannoso dei progetti che possa attuarsi pel nostro Comune.
La gran parte della nostra popolazione sarà impossibilitata a sostenersi e a vivere con i pesi che importa un Comune di 8.a Classe per la tariffa del Dazio-Consumo, e sarà costretta ad esulare dal nostro territorio, tanto più che il nostro Comune sarà dichiarato chiuso giusta il progetto di Genova, e quando anche si mantenesse aperto, dovrebbe gravarsi giusta l'articolo colla stessa tariffa del Comune chiuso.
Dovremo pertanto pagare pel vino all'ingrosso ben L 10,40 l'ettolitro, di nulla che adesso paghiamo....
(segue un minuzioso elenco di maggiori costi del dazio su olio, carbone, pesci freschi, diritti di pesa ecc.)
...Fuggiranno fuori la nuova Città gli Stabilimenti Industriali tutti, le officine Mettallurgiche, le Concerie. Questo nostro Comune che riunito a quelli del Bisagno come quello che essendo l'unico loro sfogo verso il mare avrebbe per se bello e promettente avvenire: riunito invece a Genova diverrà l'ultimo e dimenticato angolo d'una Città, Commerciale bensì, ma i cui dazi uccidono le industrie. La nostra popolazione operaja sarebbe costretta a seguire le officine nelle loro nuove sedi; non accorrerà nuovo popolo a riempirne il vuoto perché qui non troverà quella economia della vita, che è l'unica attrattiva per chi guadagna il pane col sudore della fronte in luogo più lontano a venirvi ad abitare. Non vi sarà incentivo a costruire case in questo luogo per il dazio sui materiali da costruzione.  In breve noi voteremmo la rovina degli interessi  dei nostri Amministrati votando l'unione con Genova.
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Possiamo vivere di vita nostra, abbiamo aspirazioni legittime quanto altri Comuni e confidiamo che il Governo partendo da considerazioni d'ordine e di interesse generale non dalle pretese di una parte interessata, sappia diffendere i nostri voleri legittimi ed i nostri interessi, sdegnando mai sempre di rendersi strumento di legale violenza a profitto di chicchessia.
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Provincia di Genova                                                              Circondario di Genova

                                                    COMUNE DI FOCE

                   Deliberazione del Consiglio Comunale in 2.da Adunanza
                                                           OGGETTO
                       Comunicazione del Regio Decreto 26  8.bre 1873

L'anno mille ottocento settantatre ed alli dieci del mese di 9,bre nel Comune di Foce e nella solita sala delle adunanze.
Si è radunato d'ordine della Giunta Municipale di questo luogo il Consiglio Comunale di detta Comunità previo avviso recato in iscritto a caduno dei signori consiglieri dall'Usciere Comunale. Conforme alla relazione fattane dal medesimo alla presenza del suddetto Consiglio a cui sono intervenuti li Signori
        Volpe Giuseppe f.f. di Sindaco
Pitto Antonio,  Moretti Gius.e, Rissotto Stefano, Oberto Gius.e, Dassori Benedetto

Il Consiglio, vista la lettera delle Prefettura di Genova in data 31 8,bre p.p e l'annesso R.Decreto in data 26  8.bre 1873, portante l'aggregazione dei sei Comuni Suburbani, fra i quali è compreso questo della Foce, delibera di prender atto di questo Regio Decreto, del che si fa constare per il presente che viene firmato come segue

                Per il Sindaco                                                  Il Segretario Comunale
                 Gius. Volpe                                                            Noziglia